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Rassegna Stampa

UN BAGNO DIVINO
L'antica "ampeloterapia" viene oggi applicata in più modi

di Claudia Bortolato
Salute, 25 settembre 2003, p. 38

C'era una volta l'ampeloterapia. Tutti la conoscevano come cura dell'uva e si effettuava, com'è facile intuire, in settembre/ottobre, mesi di vendemmie e vinificazioni per antonomasia. Lo scopo? Disintossicare l'organismo e, magari, sentirsi più vigorosi, più in forma, più belli... C'era e c'è ancora. Perché, nella sua forma tradizionale, questa pratica salutistica è rimasta in uso nella zona trentina, mentre in diverse forme riviste e corrette è prepotentemente ricomparsa anche in diversi trattamenti proposti da esclusive beauty farm. Merito della riscoperta del "naturale" e delle indubbie proprietà, confermate dalla scienza, dei componenti contenuti nei chicchi di questo frutto e nel suo prodotto per eccellenza, il vino.
Succosa, profumata, evocativa, sono tante le virtù di un piccolo chicco: l'uva è una fonte di preziose sostanze per l'organismo. "Ha un alto contenuto in zuccheri facilmente assimilabili, come glucosio e levulosio, e in vitamine, come A, C, PP. Apporta numerosi acidi organici e sali minerali, tra i quali spiccano potassio, magnesio, ferro, silicio, cromo. Ed è una fonte privilegiata di acido fosforico e silicio: per questo ha un effetto protettivo su pelle e capelli" spiega Daniele Santagà, docente di Naturopatia presso l'Istituto Rudy Lanza ed esperto di energetica tradizionale cinese a Mestre (VE). Ma non basta: l'uva è ricchissima di polifenoli, potentissimi antiossidanti, e i suoi semi, i vinaccioli, hanno un'alta percentuale di acidi grassi polinsaturi. "Questi grassi proteggono le membrane cellulari e hanno spiccate proprietà lenitive ed emollienti sulla pelle", aggiunge il professor Umberto Borellini, cosmetologo a Milano. Altra proprietà dell'uva: stimola la motilità intestinale, con conseguenti benefici per chi soffre di stipsi.
Lo scopo della classica ampeloterapia è depurare, disintossicare l'organismo. Consiste in una sorta di digiuno mitigato da seguire per un periodo variabile da un paio di giorni ad una settimana o più, consumando fino a due chili di grappoli al giorno. "È una cura naturale molto utile per il benessere" aggiunge Santagà, "tanto che gli effetti tonificanti su tutto l'organismo sono evidenti dopo pochi giorni dall'inizio della terapia".



 

 
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