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Rassegna Stampa
DAL VINO UN ANTIDOTO CONTRO L'ALZHEIMER
Il
resveratrolo, l'ingrediente "magico"
del vino rosso passato alla ribalta per essere
elisir di lunga vita in alcuni animali, potrebbe
divenire la base di un farmaco contro l'Alzheimer.
Infatti in esperimenti in vitro pubblicati sul
Journal of Biological Chemistry Philippe Marambaud
della Litwin-Zucker Research Center for the
Study of Alzheimer's Disease and Memory Disorders
a Manhasset, New York, ha dimostrato che il
resveratrolo riduce la concentrazione cellulare
di proteina beta-amiloide, la molecola maggiormente
implicata nella demenza senile.
Il resveratrolo è un polifenolo, una
molecola con funzioni antiossidanti presente
nell'uva e nel vino rosso. Deve la sua fama
agli studi di David Sinclair della Harvard University
di Boston, in Usa, il quale lo ha scoperto dotato
di poteri "allunga-vita" nei topi
e in altri animali.
Il morbo di Alzheimer, una delle più
comuni forme di demenza senile, è una
grave malattia neurodegenerativa che colpisce
memoria e capacità cognitive del paziente.
I neuroni delle persone malate appaiono pieni
di proteina beta-amiloide, una molecola naturalmente
prodotta nelle cellule nervose ma che si accumula
in modo abnorme nei pazienti. Anche se finora
non è possibile dire che questa molecola
sia direttamente l'unica responsabile della
malattia, essa ha di certo un ruolo di primo
piano.
I ricercatori hanno allestito esperimenti di
laboratorio con cellule in coltura che producono
un eccesso di beta-amiloide. Poi gli studiosi
hanno somministrato ad alcune di queste cellule
il resveratrolo. Dal confronto tra le cellule
trattate e quelle che invece non hanno ricevuto
il resveratrolo emerge che le prime hanno una
riduzione significativa della concentrazione
di beta-amiloide.
Gli studiosi, che al momento cercano di capire
il meccanismo d'azione del resveratrolo e di
selezionare molecole con analoghi poteri, pensano
che questi composti potrebbero divenire principi
attivi per un farmaco contro il morbo di Alzheimer
e simili malattie neurodegenerative.
ANSA, 5 nov. '05
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