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Rassegna Stampa

VINO-BIRRA: UNO A ZERO PALLA AL CENTRO


I vasi sanguigni preferiscono il vino alla birra. Il nettare degli Dei greci e romani continua a segnare punti a danno della bevanda nordica. Anche il Journal of Thrombosis and Haemostasis, il giornale della International Society on Thrombosis and Haemostasis nell’ultima uscita dedica un articolo alla questione. L’articolo in realtà raccoglie degli articoli usciti negli ultimi anni a proposito degli effetti del vino o della birra sul sistema cardiocircolatorio. Dal confronto, come si accennava, esce decisamente vincitore il vino.
L’efficacia del vino sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari si fonda sull’attività della sua componente non-alcolica, piuttosto che sul suo contenuto di alcol. A tale proposito, la ricerca si è concentrata soprattutto sui composti polifenolici (pigmenti, flavonoidi, tannini, stilbeni). I polifenoli hanno un elevato potere antiossidante che li rende potenzialmente in grado di contrastare processi ossidativi, innescati da radicali liberi dell’ossigeno, che contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento cellulare e lo sviluppo di malattie cardiovascolari e tumorali.
Anche la birra è associata a una riduzione del rischio cardiovascolare, ma in maniera minore rispetto al vino. L’associazione è significativa quando vengono considerati gli eventi cumulati o solo quelli coronarici, mentre non è più significativa per gli eventi cerebrovascolari o la mortalità cardiovascolare.
L’apparente superiorità del vino è stata spesso spiegata con il fatto che i bevitori abituali di vino consumano solitamente alimenti tipici della dieta mediterranea come l’olio di oliva, la frutta, la verdura, la pasta e il pesce. Tale dieta caratterizza, nella distribuzione geografica dell’incidenza di malattie cardiovascolari, le popolazioni a più basso rischio. Vanno tuttavia considerate anche le modalità con cui l’alcol viene assunto:il vino è di solito bevuto moderatamente durante i pasti, di conseguenza l’assorbimento di alcol è più lento, i suoi effetti potrebbero essere più duraturi e con un miglior rapporto beneficio-rischio. Diversamente il consumo di birra e superalcolici avviene generalmente lontano dai pasti, in modo occasionale e spesso in quantità eccessiva, con il rischio che gli effetti tossici prevalgano su quelli benefici dell’alcol stesso e delle componenti polifenoliche.

di Emanuela Grasso
Il Pensiero Scientifico Editore

 
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