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Rassegna Stampa
IL VINO FA BUON SANGUE, È PROVATO
di Cristina Kettlitz
Il Giorno, 14 ottobre 2003, p. 11
Il
vino si sta confermando sempre più un
elisir di lunga vita. Un riscatto più
che meritato e consolidato dalla scienza, dopo
anni di ingiusta demonizzazione. Mentre i medici
dell'antichità, come Ippocrate e Galeno,
lo prescrivevano e lo utilizzavano per curare
le malattie, la scienza del '900 si è
più spesso occupata dei danni causati
da un uso eccessivo di questa bevanda alcolica,
dimenticandone i valori terapeutici.
Oggi la scienza medica rende nuovamente giustizia
al vino, motivando su basi biomolecolari
ciò che empiricamente l'umanità
aveva imparato millenni fa.
A partire dagli anni '80 i risultati di numerosi
studi epidemiologici e clinici hanno messo in
rilievo come la presenza del vino nella dieta
possa rappresentare una importante componente
nel prevenire molte patologie e un fattore
determinante per il benessere e la salute dell'uomo.
Fino a poco tempo fa, infatti, a essere preso
in considerazione come unica componente di rilievo
del vino era soltanto il suo contenuto alcolico,
soprattutto per gli effetti dannosi di un uso
smodato. E anche quando nel 1991 Curt Wellison
dell'Università di Boston scoprì
il cosiddetto paradosso francese, ossia
la constatazione che la mortalità
vascolare in Francia era più bassa che
in altri Paesi, a parità di consumi
di grassi, grazie al consumo del vino, in
un primo tempo il merito andò al contenuto
di alcol.
Solo successive ricerche più approfondite
hanno rilevato che il segreto dell'effetto preventivo
nei confronti delle malattie cardiovascolari
va ricercato nel complesso di sostanze naturali
presenti nel vino, e soprattutto nell'elevato
contenuto di potenti antiossidanti ,
presenti in particolare nelle bucce delle uve
nere. Questo spiega il maggior effetto benefico
del vino rosso, in quanto durante la macerazione
sulle bucce il mosto si arricchisce di una grande
quantità di antiossidanti, antociani,
tannini, polifenoli, che vanno
a costituire le caratteristiche organulettiche
del vino, ma hanno gran parte del merito di
una ben documentata attività farmacologica
nella prevenzione cardiovascolare,
oncologica, neurologica e dell'invecchiamento
fisico e mentale.
Però, come tutti gli elisir, anche il
vino va dosato con cura e la quantità
ideale da assumere per ottenere il suo effetto
benefico è di 2-3 bicchieri al giorno,
consumato sempre ai pasti. A queste dosi il
suo supporto calorico si aggira intorno alle
80 calorie e non incide su una dieta ben equilibrata,
anzi la rende più completa e salutare.
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