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rassegna stampa
RATAFIÀ: una bevanda estiva ricca di virtù
Sapiente
commistione di santitudine e peccaminosità.
La sua componente demoniaca è l'alcol. E quella angelica
protettiva, in che cosa consiste? Nella ricchezza di antiossidanti
naturali che ci difendono dall'offesa dei radicali liberi
centrati sull'ossigeno, e che pertanto esercitano un'azione
preventiva multipla.
Insomma il Ratafià è
il nome (internazionalmente noto) di un liquore dolce, di
non forte gradazione (minimo 21, massimo 34 gradi alcolici),
di colore più o meno scuro, ottenuto per prolungata
infusione e macerazione in alcol e generoso vino rosso di
frutta fresca: per lo più si tratta di marasche, amarene,
o ciliegie selvatiche.
Il ratafià è sconsigliabile
per diabetici e obesi [
] e, ovviamente, per quegli infelici
che sono gli astemi.
Ottima cena estiva: grigliata di pesce, insalata mista, pane,
acqua acidulata con limone, ciliegie al ratafià. Che
altro volete?
da Brindisi alle ciliegie
di Emanuele Djalma Vitali
L'Espresso, 3 lug '03, p. 165
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