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a PRATO
per l'over size
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potresti trovarti a passare,
o andarci apposta, comunque vale la pena togliersi
lo sfizio.
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Non voglio aggiungere né togliere
nulla. Non ho mai avuto voglia nemmeno di deformare: isolo
e rappresento. È perché non intervengo mai attivamente
contro loggetto che risento la magia della sua presenza.
Così scriveva Domenico Gnoli, lartista
al quale il Centro Pecci di Prato dedica una grande
retrospettiva composta da 220 opere che ripercorrono tutte
le fasi della sua produzione: dai disegni alle scenografie
e bozzetti teatrali, fino ai più noti dipinti degli
anni 1966-69.
Non perdetevela, visitarla sarà come viaggiare in compagnia
di un Gulliver che non si muove tra le genti ma tra gli oggetti.
Gnoli, infatti, concede poco agli esseri umani, perché
nei paesi che lui visita a governare sono i particolari e
i dettagli che appartengono alle cose inanimate da lui ingigantite
e analizzate fin dentro la loro struttura. Si potrebbe dire
Pop art, però questo artista non appartiene alla società
dei consumi. La sua è la percezione di un altro mondo,
anche se è composto dagli stessi elementi che compongono
il nostro mondo di tutti i giorni.
Centro Pecci, viale della Repubblica 277, Prato. La mostra
chiude il 9 maggio.
Questa volta sovvertiamo le regole della rubrica
non suggerendo nessun ristorante. Sarete voi a proporcene
uno, così sapremo se avete seguito il nostro consiglio.
Suvvia, stiamo scherzando, però così ci date
una mano e arricchiamo il nostro bagaglio.
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