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Ballando,
ballando. Il giro d'affari
Il
settore dell'intrattenimento che ruota intorno al mondo dei
locali da ballo vale 1,4 miliardi di euro. In termini di
ricavi giornalieri si conta un valore medio di circa 2.890 euro.
Secondo i dati resi noti dalla Silb-Fipe (il sindacato italiano
locali da ballo aderente a Fipe-Confcommercio) nel 2004 il comparto
ha fatto registrare una flessione dei ricavi di circa l'1,5%.
Per il 2005 la stima per il fatturato è di un calo del
2,5%.
L'attività di somministrazione resta il core business
dei locali di intrattenimento. Con riferimento all'intero
comparto, più del 50% del fatturato è generato
dalle seconde consumazioni. La quota di fatturato da alcolici
rappresenta il 30,6% del totale, una percentuale simile a quella
che riguarda le bevande analcoliche (24,1%). Per quattro esercizi
su dieci gli alcolici generano neppure un quarto del fatturato
e soltanto in un'azienda su dieci la percentuale supera il 50%.
Un quarto del fatturato si realizza prima della mezzanotte e
circa un quinto dopo le tre del mattino. Il contributo maggiore
viene dalla fascia tra l'1 e le 2, dove si concentra il 32,5%
dell'intero incasso della serata. Secondo i dati forniti da
Silb-Fipe il locale da ballo italiano funziona grazie all'apporto
professionale medio di 21,4 addetti, 14 dei quali con rapporto
di lavoro dipendente. A partire da questi numeri è possibile
quantificare l'occupazione nel settore di oltre 53 mila addetti.
L'ingresso in un locale costa in media sui 10 euro. Il consumatore
potrebbe non aver più bisogno del portafogli, oppure
continuare l'esborso di un 1,70 euro per il quardaroba, 2 euro
per l'eventuale utilizzo del servizio di parcheggio e di almeno
5 euro per una seconda consumazione considerando tutti valori
medi. Complessivamente una serata in discoteca può arrivare
a costare 19 euro, tutto compreso.
fonte APCOM
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