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Beppe
Grillo scazzotta il vino
L'intelligenza
e la corrosività di Beppe Grillo non hanno bisogno di
essere lodate o illustrate qui. Conta il fatto che siano tornate
a colpire nel suo Blog prendendosela con il vino. L'invettiva
"L'Odio al Vino" contiene già nel titolo
il succo dell'intervento. In realtà il comico genovese
odia molto di più certo manierismo lezioso e lussuoso
che caratterizza alcuni discorsi e ambienti del vino. Ma non
è questo il dato interessante (in definitiva trattasi
di guazzabuglio infarcito di luoghi comuni). Ciò che
colpisce veramente (e preoccupa) è l'elevato numero di
risposte generate dalla provocazione. Leggendole ci si trova
di fronte a una sorta di "campionamento" spontaneo
delle opinioni sul vino. E qui, purtroppo, casca l'asino;
sì perché la genericità e l'inconsistenza
regnano sovrane in moltissimi dei commenti. Insomma, è
la prova del nove di quanto lavoro di base attenda ancora chi
opera nel settore. Comprensibilmente l'odio verso il prezzo
è il più gettonato (come dare loro torto?), ma
in questa "vox populi" si tocca anche con mano quanto
poco dei discorsi sulla "qualità", sulle "differenze"
e sui "principi base" sia giunto a destinazione, lasciando
così tanti consumatori soli in un limbo iroso e nebuloso.
Rimboccarsi le maniche? Sì, certo, ma non per scazzottare.
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