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Qualcosa su cui riflettere

Erano stati 30 anni di boom per i bar e i ristoranti quelli tra il 1970 e il 2001. Poi è arrivato il 2001, il “caro euro”. Così il volume di affari degli esercenti pubblici non solo ha smesso di crescere, ma ha addirittura iniziato una flessione quantificabile, a fine 2003, nello 0,4% in meno. In termini di macroeconomia si può dire che lo sviluppo del settore è stato mediamente del 4% l’anno, per un valore complessivo del 110% in più. In valore assoluto, la spesa per i servizi di ristorazione è stimata attualmente in 45.358 milioni di euro. I dati vengono da una ricerca della Confesercenti. Insomma, fino alla crisi attuale, gli italiani coltivavano l’abitudine di consumare prodotti alimentari e bevande fuori casa.
Un trend positivo che ha permesso di incrementare l’occupazione del 3,1% l’anno con 200 mila nuove assunzioni. Anche bar e ristoranti sono aumentati di 58 mila unità, più i secondi che i primi. Tanta scelta, dunque, per consumare fuori casa. Ma quanto incide questa spesa nel bilancio delle famiglie? La Confesercenti fa una media: il 3,1%. Più alta la spesa nel Nord Est, con il 3,5%, più bassa al Sud.
da Bar e ristoranti, gli italiani ora ci vanno meno
di B. C.
Il Messaggero, 2 dic. ’04, p. 17

 

 

 

 
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