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Il nostro modo di vivere non cambierà!
- Intervista a Domenico De Masi -
Per Domenico De Masi, sociologo e docente di Scienza delle
Comunicazioni, convivere con l'ansia per nuovi possibili attentati
terroristici non imporrà cambiamenti radicali nel nostro
modo di vivere.
Come può cambiare la propensione all'acquisto?
Quello che avviene in periodi di tensione e ansia generalizzata
come quello che stiamo attraversando è lo slittamento
dai consumi della certezza a quelli della paura. Il timore,
seppur irrazionale di essere coinvolti in prima persona spinge
verso i consumi futili: ci potrà essere chi resta a
casa, ma chi non rinuncia alla vacanza lo fa senza particolari
freni o autolimitazioni. E lo stesso avviene in altri settori
di consumo, come la moda, i gioielli e i beni di lusso.
Qual è invece l'impatto sul comportamento di chi
usa mezzi pubblici o frequenta luoghi affollati?
Al contrario di quanto può accadere nei consumi, direi
che i nostri comportamenti quotidiani risentono per un tempo
limitato dell'effetto-attentati. Si può rinunciare
a usare i mezzi pubblici per alcuni giorni o a modificare
il modo di impiegare il tempo libero e di trascorrerlo fuori
casa, in ristoranti o locali. Ma tutto questo dura pochi giorni,
perché nella maggioranza delle persone l'angoscia ha
una memoria limitata.
Come si spiega?
Esiste una risposta un po' teorica ma semplice: il nostro
comportamento, anche di fronte ad eventi sconvolgenti come
quelli di Londra o Sharm el -Sheick, è dettato da due
sfere profondamente diverse tra loro, una razionale e logica,
l'altra puramente emotiva. Sulla prima non c'è nessun
impatto, perché lasciamo prevalere il ragionamento.
Cosa incide sui comportamenti?
A essere intaccata direttamente è la sfera emotiva,
e le modificazioni più profonde a livello inconscio
possono spingerci fino al punto estremo di abbandonarci a
consumi o scelte più frivole, per cogliere appieno
quello che stiamo vivendo e che è sotto costante minaccia.
da La paura? Modifica i consumi
Il Sole - 24 Ore, 24 lug. '05, p. 5
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