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Retromarketing?
"Oggi
il marketing è diventato a tutti gli effetti la
leva fondamentale per recuperare la competitività
del nostro paese" ha sottolineato Riccardo Varaldo, intervenuto
a Milano al primo convegno nazionale della Società
Italiana Marketing, intitolato "Il marketing in Italia:
nuove frontiere e nuove sfide". "Finita leuforia
digitale e con lavvento della iperconcorrenza, le nostre
aziende devono oggi tornare a focalizzarsi seriamente sul
loro mercato ha confermato Enrico Valdani, dellUniversità
Bocconi - In questo senso, è bene fare una sorta di
marketing del marketing: solo in questo modo si
può riportare il cliente al centro dellorganizzazione".
Ma non è detto che la disciplina così come si
è sviluppato negli ultimi decenni sia sempre adatta
ai nuovi mercati. Il sociologo Bernard Cova dellESCPEAP
di Parigi, ha parlato dellavvento di un marketing "postmoderno",
come risposta a due necessità delle aziende. La prima
è quella di approcciare non tanto i singoli individui,
quanto piuttosto i gruppi di persone o "tribù"
che collettivamente adottano determinati atteggiamenti di
consumo; in questo senso non è più il rapporto
fra impresa e cliente a interessare il marketing, ma la relazione
di interdipendenza che sussiste tra cliente e cliente. La
seconda necessità, tipica per le nostre aziende, è
quella di conciliare linnovazione tecnologica con le
origini culturali e storiche, nellottica del cosiddetto
"retromarketing". "Lidea è
che i nuovi prodotti debbano integrarsi con il passato, nella
ricerca dellautenticità, senza determinare una
rottura con le proprie radici ha spiegato Cova
del resto, finite le grandi utopie, si registra da parte dei
consumatori una nuova idealizzazione del tempo passato, del
quale tutte le aziende debbono tenere conto".
da Il marketing postmoderno nasce alluniversità
di Carlo Alberto Pratesi
Affari & Finanza
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