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Il successo nella capacità di raccontare storie
"Per
fare un albero ci vuole un fiore
" sussurrava il
cantautore Sergio Endrigo. Ebbene per inventare un vino o
un giacimento gastronomico di successo o si è già
leader "merceologici" storici, oppure è necessario
un "trascinatore" nel territorio di produzione.
Chi ha elaborato una teoria siffatta? Il gruppo "Trendsetter"
dopo un'accurata analisi delle case-history vino-cibo
che offrono lampanti risultati positivi. Non basta la leadership,
è necessaria anche una potenzialità di racconto
dei prodotti enogastronomici; in assenza della narrazione
le possibilità si riducono notevolmente.
Do you know il sagrantino di Montefalco? Se non avesse prodotto
questo sangiovese Marco Caprai sempre in movimento, sempre
a caccia di valenze di comunicazione da aggiungere all'ottimo
vino, forse pochi avrebbero scoperto questo rosso umbro. Oggi
la notorietà ha favorito tutti i produttori di sagrantino
e generato valore nel territorio. E che dire di quell'indimenticabile
Giacomo Bologna magico leader del Barbera che ha diffuso il
verbo di questo vino piemontese nel mondo? Pochi ormai non
conoscono il cioccolato di Modica, un giacimento che gode
di un racconto storico unico, affascinante, ma questa realtà
ha avuto un suo cantore nella dolceria Bonajuto, grazie a
Franco Ruta.
Le case history sono tante, ma vorrei soffermare l'interesse
sul vino. Negli ultimi 5-8 anni la regione del Gattopardo
ha segnato un boom senza precedenti in Italia e all'estero.
Non certo grazie alla quantità vinicola (viene imbottigliato
solo il 18% del vino), ma sia per i successi di un manipolo
di produttori, sia per lo straordinario trascinatore del marchio
Sicilia , ovverosia il vero leader: un vitigno che si chiama
Nero d'Avola.
da Buon vino racconta tante storie
di Davide Paolini
Il Sole - 24 Ore, 6 nov. 05, p. 45
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